Vanilla Sky

Intervista ESCLUSIVA! Vanilla Sky per The Metal Up!

Giacomo Voli!

Solo per voi: l'intervista allo strepitoso Giacomo Voli

DESTRAGE

Di seguito la Strepitosa Intervista fatta ai DESTRAGE!!!

BLASTEMA

L’intervista a una delle migliori realtà Italiane!

Intervista ai DESMA

Di seguito l'intervista esclusiva fatta ai DESMA

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Genesi di "Corvi Neri" scritta da Giovanni Cardellino, cantante della band :
"Corvi Neri è un pezzo che scrissi nel 2001 circa, periodo in cui cantavo con i mitici Sabotage di Firenze.
Si tratto' di una breve ma intensa parentesi e piu' che altro ci divertivamo a risuonare i loro "classici", questo non mi impedì di proporre quello che sarebbe diventata "Corvi Neri", dopo l'entrata di mio fratello Andrea alla chitarra con i Sabo-bros Caroli: Dario (drums) ed Henry (bass) ed il ripristino del mio vecchio monicker, L'IMPERO delle OMBRE!
Il pezzo in questione musicalmente è un classicissimo ed orgoglioso tributo all'underground Metal sound degli eighties e sta tra il Doom e l'Evil Metal influenzato da Mercy, Mercyful Fate, Angel Witch, primi Death SS e l'amata Strana Officina!
Il testo poi tratta, e fa esplicito riferimento, di alcuni fatti di sangue realmente accaduti nell'Italia dell'occupazione nazi-fascista, quando le SS si macchiarono di orribili delitti verso civili inermi, donne e bambini compresi, scatenando oltre alla rabbia ed il raccapriccio del momento, strane ripercussioni da natura spettrale nei decenni a venire in quei luoghi testimoni degli orrori.
La leggenda principale a cui si ispira la storia di "Corvi Neri" è quella nata dal massacro avvenuto nella chiesetta della tenuta S.Cristina a Montefiridolfi, profondo Chianti (Fi), ad opera di un infame truppa di SS che irruppe nella cappella della tenuta; qui si erano barricate le famiglie ed il pastore di quella comunità, ma questo non impedì ai soldati tedeschi di aprire il fuoco saziando la loro sete di sangue e consumare l'ennesima barbarie.
La collina era ed è tutt'oggi un pregiato vigneto di una rinomata cantina vinicola del Chianti classico dove, il caso volle, io e mio fratello avremmo poi lavorato per alcuni anni. Qui facemmo la conoscenza di "F." (il guardiano notturno della tenuta) che ci narrò della maledizione della collina e di come lui stesso di notte abbia sentito, gelato dal terrore, la nenia di una lamentosa omelia e il rintocco di lugubri campane ormai inesistenti nella cappella sconsacrata, tra il silenzio della notte più cupa e senza luna quando le anime sono ancora irrequiete. Voglio dedicare questo brano alle vittime di tutte le guerre e dittature."



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