Vanilla Sky

Intervista ESCLUSIVA! Vanilla Sky per The Metal Up!

Giacomo Voli!

Solo per voi: l'intervista allo strepitoso Giacomo Voli

DESTRAGE

Di seguito la Strepitosa Intervista fatta ai DESTRAGE!!!

BLASTEMA

L’intervista a una delle migliori realtà Italiane!

Intervista ai DESMA

Di seguito l'intervista esclusiva fatta ai DESMA

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Di seguito l’intervista alla band nu metal fiorentina Qube!

TheMetalUp: Ciao, raccontaci un pò come si sono formati i Qube...

Pè: Ciao, i Qube si sono formati nel 2007, in un certo senso rinati dalle ceneri di un progetto nu-metal in cui io e Cesco suonavano insieme. Cesco allora suonava la batteria che ha lasciato in occasione della prima formazione del gruppo. Infatti sono una sua creazione i primi giri di chitarra arrangiati nella prima demo sorretti dal mio basso sempre in contrapposizione, giri nati dalle influenze e dalla passione che avevamo in comune. Alla formazione si è aggiunto in un primo momento il batterista Andrea Bucci e infine un altro tassello importante del progetto Qube: Naresh Ruotolo alla voce, cantante attuale della band.
Dopo una ventina di live ed una prima demo con reminiscenze molto “toolliane” per così dire, in cui trovano spazio già pezzi come “Red light” (ripresa nell’album successivo”) il batterista Andrea lascia il gruppo per dedicarsi ai suoi studi jazzistici.
Ed ecco che ci siamo ritrovati ad affrontare la prima difficoltà, rimpiazzare il batterista. Fortuna ha voluto che Cesco conoscesse dopo poco tempo Manu Fiordellisi, futuro batterista dei Qube, entrato nel progetto quasi subito.
Infatti dopo un paio di prove tra noi quattro si era instaurato un buonissimo feeling e grazie alle passate esperienze accumulate da ogni uno di noi e ad una continua ricerca musicale il sound della band ha cominciato a discostarsi dalle precedenti influenze e dopo due singoli e disparati live per la penisola, esce Duo, primo lavoro ufficiale della band.
Per due anni abbiamo suonato un po’ per la penisola presentando anche i nuovi pezzi che stavamo mettendo insieme. Pezzi che si allontanavano ancora di più da “Duo”, che si cambiavano e miglioravano sempre più man mano che si suonavano in giro con una grinta invidiabile.
Nel 2010 proprio mentre stavamo per fissare quei pezzi, Manu Fiordellisi ci abbandona per varie divergenze e impegni.
Ci ritroviamo nella stessa situazione del 2008, con l’unica differenza che abbiamo un album in cantiere.
E’ qui che nasce “Trio” primo album della band.
E’ per questa occasione che Cesco riprende in mano le bacchette per registrare la sessione ritmica del disco oltre a quella della chitarra, così nasce “TRIO”, nell’inverno del 2010 dalla passione e dalla voglia di fare di noi tre.
tra l’altro le canzoni in fase di registrazione sono state cambiate ulteriormente dando vita questo “biglietto da visita” del gruppo. Infatti l’album ha riscosso un grande successo nell’ambiente underground.
Dobbiamo anche ringraziare Sergio Napolitano, il nostro attuale batterista che con grande professionalità e voglia si è inserito a pieni titoli nel progetto dandoci la possibilità di portare l’album in giro per l’italia, dalla presentazione ufficiale dell’album al Viper di Firenze al TRIOnacria Tour svoltosi la scorsa estate in Sicilia.
Un ringraziamento anche a chi insieme a noi ha contribuito alla realizzazione di questo album, in particolare Francesco Felcini e Danilo Piro!
Oggi stiamo lavorando al concept del nuovo disco, che in anteprima non si poteva non chiamare “QUADRO”. Staremo a sentire

TheMetalUp: L'origine del nome?

Cesco: come spesso avviene nella ricerca di una parola adatta a condensare un lavoro musicale e concettuale il nome Qube nasce per caso. Sicuramente fonte iniziale d’ispirazione il film thriller-psicologico ‘Il cubo’ diretto da Vincenzo Natali del’97 e un libro a noi molto caro che utilizza l’immaginario soggettivo di un cubo per delineare un profilo psicologico. Dopo una prova come tante, agli albori del progetto, tra la sfilza di nomi in programma ci soffermammo sulla parola cubo e subito avvenne la decisione di modificare la lettera iniziale con la ‘Q’. Il concetto da noi espresso è la fusione tra l’utilizzo matematico calcolatore dei riff musicali che offre soluzioni definite, come la figura geometrica del cubo, unito alla ricerca tipica del perenne stato d’imperfezione dell’incoscio rappresentato dalla lettera ‘Q’. Ricerca espressa dalle soluzioni più estreme ed ambient dove non si gioca con gli studi musicali ma con le emozioni. 

TheMetalUp: Il logo della band è molto particolare, a chi è venuta l'idea?

Pè: Più o meno a tutti, si pensava a qualcosa di semplice ma che attirasse subito l’attenzione, io ho solo messo in pratica l’idea. Tra l’altro seppur minimamente il logo è cambiato nel corso degli anni disco dopo disco.

TheMetalUp: Come potrebbe essere definito il vostro genere musicale?

nàresh: E' una domanda difficile..di questi tempi si fa molta confusione tra denominazioni di generi ed etichette varie. Da quando suono con i Qube ho iniziato a pensare che se non riesci a definire con una parola la musica che fai è già un buon punto di partenza. Molti gruppi sembrano invece fare il percorso opposto, e cioè scegliersi un'etichetta ancora prima di aver diviso una sala prove tutti insieme.
Quando abbiamo iniziato avevamo dei punti di riferimenti certo, ma poi abbiamo lasciato che il suono si evolvesse da se prova dopo prova, senza dogmi e con meno preconcetti possibile.
Comunque, il nostro sound è riconducibile a un certo tipo di post hardcore ma anche al progressive e all'ambient.

TheMetalUp:  Le vostre influenze?

nàresh: Abbiamo molti gusti in comune anche se ognuno di noi ha le sue preferenze ben specifiche, e tutti mettiamo a in qualche modo parte del nostro background nei pezzi che scriviamo, anche senza accorgercene. Comune è la passione per molti gruppi pesanti e/o sperimentali. Agli esordi eravamo molto influenzati da bands come King Crimson e Tool, soprattutto per le ritmiche scomposte, ma eravamo affascinati anche dal sound degli Isis e dai riff pesanti numetal con cui siamo bene o male cresciuti tutti. Ci siamo ispirati a ciò che ritenevamo interessante di moltissimi gruppi diversi, cercando di non copiare nessuno e di tirar fuori fin da subito qualcosa che fosse il più personale possibile.
Sono sicuro che molti ci etichettano ancora, ma è anche tipico di chi ti ascolta tendere a semplificarti con una definizione o accostandoti subito a qualcosa di già sentito, fermandosi a un suono, un ritmo o a un fraseggio.
Ci piace pensare di avere un sound alla Qube.

TheMetalUp:   Fate parte di una casa discografica? Se è si com'è avvenuta la collaborazione?

Cesco: no, non ne abbiamo mai fatto parte, prima di tutto perchè il mercato italiano non offre una realtà discografica affine alla nostra scelta musicale, secondo perchè nel panorama underground di oggi le proposte discografiche non sono molto allettanti. Per questo ci affidiamo all’auto-produzione e alla vendita diretta ai concerti o presso i negozi di dischi da noi contattati. 

TheMetalUp:  Quanti album all'attivo e quale l'ultimo?

Pè: Un album, un Ep e una demo sono stati i lavori ufficiali finora realizzati, poi nel mezzo abbiamo inciso alcuni singoli che presentavano in anteprima alcune canzoni presenti nelle diverse produzioni, anzi, autoproduzioni!

TheMetalUp: Come svolgete le registrazioni in studio?

Cesco: inizialmente ci siamo affidati all’auto-produzione avendo gli strumenti e le competenze necessarie. Poi ci siamo resi conto dell’importanza di una figura esterna, e abbiamo scelto un vecchio amico, Francesco Felcini, che si è dimostrato parte integrante del progetto, produttore geniale e soprattutto un fantastico personaggio!!! Per ‘TRIO’ avendo il compito io stesso di suonare batteria e chitarra abbiamo registrato in diretta basso e batteria e successivamente chitarra, elettronica e voce. Grazie ai consigli e al supporto del nostro amato Felcini siamo orgogliosi del risultato finale.

TheMetalUp:  Per le vostre canzoni avete argomenti in particolare?

nàresh: Ci sono stati dei temi ricorrenti. La religione fa spesso capolino nei testi perché è innegabilmente un tema molto affascinante, che uno sia credente o meno.
Il nostro disco Trio racconta un viaggio, un tragitto attraverso alcune tappe che possono metaforicamente rappresentare diversi stati dell'inconscio o comunque un percorso interiore. Ognuno può trovarvi i significati che più lo rispecchiano, tutto ciò che chiediamo -ed è scritto anche all'interno- è che il disco sia ascoltato dall'inizio alla fine, per essere davvero compreso. I nuovi pezzi a cui stiamo lavorando che comporranno Quadro, il prossimo lavoro, proseguono un po il percorso dello viaggiatore, che stavolta rivolgerà il suo sguardo al mondo che lo circonda invece di concentrarsi su se stesso. E siamo sicuri che non apprezzerà molto quello che vedrà.

TheMetalUp:  La vostra più bella esperienza live fin'ora?

Cesco: non è facile scegliere tra le numerose esperienze positive (per fortuna!!) e dobbiamo dividere la fasi live in quella devastante di inizio carriera dove l’alcol e il suolo dei palchi era il nostro miglior amico, e quella di adesso coerente alla maturazione del progetto dove l’esecuzione e la potenza sono gli aspetti piu curati. Comunque se devo proprio scegliere anche se il confronto è duro con la presentazione del disco ‘TRIO’ al Viper nel 2011 sul podio arriva l’ultima data del Trionacria tour dell’estate scorsa in Sicilia svolta in un club sulla spiaggia chiamato ‘Havana’. Il pubblico era composto da pochi intimi, l’audio era in condizioni perfette , gestito in maniera completamente autonoma da noi, e davanti si rifletteva la luna sulle onde marittime. La serata chiudeva un esperienza fantastica e dopo la commozione nell’esecuzione del nostro pezzo ‘Fermat’ ci siamo apprestati alle 4 del mattino a riporre gli strumenti e partire in macchina per 18 ore di viaggio in direzione Firenze!!!!

TheMetalUp:  La più brutta?

Cesco: anche se sono meno delle esperienze positive ci sono state e come. Una delle più squallide fu un concerto avvenuto in un pub alle porte di Firenze dove per problemi tecnici al secondo pezzo dovemmo smettere di suonare davanti a nessuno. L’alimentazione non arrivava al basso, e dopo averle provate tutte, convinti che il problema provenisse dallo strumento fummo informati dal fonico che la ciabatta di palco probabilmente era difettosa…..ma comprarne una da un po più di 10 euro senza passare sulla pelle dei musicisti?????? Naturalmente dopo si aprì una mezza rissa con gli organizzatori….

TheMetalUp:  Progetti per il futuro?

Pè: Sicuramente registrare il prossimo album “Quadro” senza tanti limiti di tempo e con una maturità superiore da quella dimostrata fino ad ora, il nostro viaggio non sembra finito, abbiamo ancora molte cose da dire e faremo di tutto purchè queste arrivino alla gente sottoforma di suoni e parole. Poi ci esibiremo live, il prossimo concerto sarà il 14 Luglio al Garage club di Calenzano (FI).

TheMetalUp:  Il vostro sogno?

nàresh: Siamo in un'era in cui i sogni hanno una dimensione davvero troppo onirica per potersi scontrare veramente con la realtà. Ci siamo sempre detti che far parte dei Qube significa svolgere una perenne ricerca, e che l'obbiettivo principale è imparare qualcosa che ci faccia crescere come musicisti e come persone.
Nel pratico, accettata l'idea che il mondo musicale non è più a misura d'uomo, e non è più così aperto né meritocratico, quello che vorremmo è avere la possibilità di dedicarci ai nostri progetti per più tempo possibile, cercando sempre di evolverci e di imparare dalle nostre esperienze.
Non ci è mai interessato far parte di una 'scena', in fondo vogliamo soltanto raccontare le nostre storie alla nostra maniera per evitare che ci marcissero dentro, e fare musica ci è sembrato un buon modo.

 TheMetalUp: Ora chiudiamo con...quanto è importante la musica e perché?

nàresh: domanda difficile, si potrebbe intavolare un dibattito infinito su questo argomento, e sono sicuro che potremmo scovare le motivazioni più mistiche e filosofiche, perchè ogni cosa in fondo ha un suono, dal nostro ritmo cardiaco allo spazio, e certi suoni hanno la capacità di raccontare perfettamente cose che magari non riusciamo a descrivere a parole.
Da 'musicista' credo che abbiamo iniziato a fare musica perché riteniamo che sia il linguaggio migliore per esprimere gli stati d'animo, bellissimi e orribili, che abbiamo dentro, cose che altrimenti avremmo forse sfogato in modi più sbagliati.





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